Due parole sul Covo di Nord Est

July 19, 2009

Non appena sono arrivato a Chiavari quest’anno i ragazzi locali hanno cominciato a tempestarmi di apprezzamenti su questo locale storico di Santa Margherita finalmente riaperto. Volantini e inviti ovunque, tutti che parlano del Covo. A quanto pare, penso io, è un must della riviera, un delitto non andarci. Buone parole e un sito accattivante però non bastano affatto a fare un buon locale.

Ingresso

Da quello che sapevo io “selezione all’ingresso” significa che un buttafuori ha la possibilità di decidere di non fare entrare determinate persone a causa del loro vestiario o della loro età. Decisamente diverso lo scenario che si è presentato al Covo.

Dato che i volantini pubblicizzavano l’omaggio donna entro mezzanotte siamo arrivati al locale decisamente presto, intorno alle 22, per poi non riuscire ad entrare prima delle 00.40. Ovviamente il risultato è stato non poter più usufruire del famoso omaggio. Ma perchè siamo entrati così tardi? Perchè il buttafuori (una specie di bisonte arrogante, uno di quegli attorucoli in overdose da potere di cui parlavo nel post precedente) sceglieva accuratamente chi far entrare basandosi su nessun apparente criterio a parte la preferenza per i “gruppi di ragazze non accompagnate”. Scelta discutibile, dato che una volta entrati il locale era talmente pieno di “ragazze non accompagnate” da non riuscire a respirare (ed è all’aperto). Così l’accurata selezione e la pretesa inderogabile della camicia diventavano assolutamente inutili, dato che una volta dentro è impensabile anche solo provare a guardare l’abbigliamento delle altre persone. L’aver insistito per avere un pass per Ale si è poi tradotto nel ricevere da uno dei gestori una banconota da 20 euro, come emblema della perfetta organizzazione dello staff. Tra le altre cose, 20 euro per una discoteca estiva con queste caratteristiche, con dj locali senza referenze e con tutti questi problemi sono un vero e proprio furto.

Il locale

Una specie di Old Fashion in stile ligure, diviso in una zona esterna e una specie di privè interno. Difficile dire come fosse a livello di architettura la parte esterna, dato il numero impressionante di persone presenti. Si tratta comunque di una specie di terrazza, con DJs che suonano la solita musica commerciale (non che mi aspettassi di meglio da un locale estiv

Fa sorridere la stanza interna, con musica più sofisticata (sembrava un tentativo di progressive minimal) e con un sistema di aria condizionata molto particolare. Pale sul soffitto e ventilatori sparsi in mezzo alla pista. Una scelta decisamente interessante, specialmente dal momento che lo spazio davanti ai ventilatori era ovviamente sempre occupato da persone che li abbracciavan

Discorso a parte meritano i bar e il sistema di pagamento. Al contrario di tutte le altre discoteche che ho visto (o quasi) non si paga all’ingresso. I famosi 20 euro (15 per le donne, una volta precluso l’omaggio) vanno pagati al momento della consumazione (obbligatoria) con cui viene consegnato anche un pass che permette di uscire dal locale. Piccolo dettaglio: per i drink è prima necessario fare lo scontrino alle casse (due in tutto il locale). Risultato: due code solo per poter prendere il drink e pagare.

Conclusione

Non so come siano stati i miei toni in tutto il post, ma il risultato della serata è stato un nervosismo atroce e una nottata completamente rovinata, oltre al fatto di aver completamente buttato via 20€. Dopo ore di attesa per entrare siamo rimasti nel locale un’oretta scarsa, per poi uscire di corsa date le condizioni invivibili della pista e la pessima qualità dei cocktails. Abbiamo promesso a noi stessi di evitare il Covo di Nord Est con ogni mezzo, spero di evitare sventure ad altre persone.

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