Ok, premetto subito che questo sarà un post scritto a braccio. Premetto anche che è parecchio tempo che non scrivo su queste pagine e il motivo è stato proprio l’evolversi di questo spettacolare Esame di Stato. Un esame assolutamente inconsistente, inadatto a valutare cinque anni di lavoro e soggettivo ad un livello imbarazzante.
Se anche gli scritti possono far immaginare un barlume di equità e di buon senso comune basterà arrivare all’orale per distruggere ogni speranza in questo senso. La maturità si configura come un esame che non è affatto rivolto a valutare la preparazione e le competenze dello studente, ma come un palcoscenico in cui un branco di attorucoli emancipati può finalmente interpretare un ruolo di potere che gli è sempre stato negato.
La possibilità di massacrare indistintamente studenti che hanno lavorato cinque anni evidentemente dà un senso di soddisfazione fuori dal comune, dev’essere qualcosa di inebriante. Dare quel briciolo di potere a chi lo usa soltanto per dimostrare la sua (presunta) superiorità nei confronti dei colleghi è qualcosa di estremamente pericoloso. Sono persone che non ne hanno mai avuto e se ne trovano immediatamente ricoperte, non sanno gestirlo come dovrebbero e lo sfogano alla cieca, sparando su bersagli inesistenti e colpendo le ultime persone che meritano di venire colpite.
E’ un esame che perde completamente di vista il suo scopo. Il ruolo dello studente nella sua valutazione occupa sì e no un 50%, l’altra metà è data dalla fortuna di avere una commissione di persone dotate di buon senso. Il risultato? Voti completamente stravolti rispetto alle reali qualità dei ragazzi, con punte assolutamente insensate e immense stragi senza nessun senso.
Ciò che c’è di positivo è che comunque sia è finita. Finiti questi cinque anni, finito questo inferno e questi giochi di potere da iene in menopausa.
Comunque sia questo esame va cambiato. Così non sta in piedi, proprio per niente.
